Liberazione capovaccaio

Conservazione

05/09/2012

Anche quest'anno, grazie alla collaborazione della Regione Puglia, Ufficio Parchi e Tutela della biodiversità, del CERM (Centro Rapaci Minacciati) di Rocchette di Fazio (GR) e della LIPU è stato possibile effettuare un'altra immissione in natura, con tecnica hacking, di un giovane Capovaccaio (Neophron percnopterus) nell'Oasi LIPU Gravina di Laterza.
Il 9 agosto un giovane Capovaccaio di nome Augusto, nato in cattività il 19 maggio scorso presso il centro di riproduzione di Rocchette di Fazio (GR) è stato trasferito dalla Toscana in Puglia presso l'Oasi LIPU Gravina di Laterza. Nelle settimane precedenti il suo arrivo, è stata allestita grazie alla collaborazione del Gruppo Speleologico di Martina Franca (Ta) una cavità su una parete della gravina di Laterza che ha ospitato per circa 4-5 giorni il giovane Capovaccaio. Di fatto Augusto è il decimo Capovaccaio liberato nella gravina di Laterza con tecnica hacking (il primo Capovaccaio di nome Laerte fu liberato nel 2004) e le procedure di reintroduzione in natura della specie sperimentate per la prima volta proprio nella gravina di Laterza, sono ormai entrate a far parte del piano di azione nazionale per la conservazione del Capovaccaio redatte dall'ISPRA.
Augusto il 13 agosto ha compiuto il suo primo volo e ha subito preso confidenza con lo spettacolare canyon di Laterza, mostrando sin da subito una particolare attrazione per l'ambiente naturale della gravina. Dopo una settimana di prove di volo e dopo aver visitato le gravine più occidentali della provincia di Taranto, ha cominciato il suo lungo viaggio verso l'Africa, lungo la rotta migratoria ormai ben conosciuta grazie alle precedenti "missioni" dei Capovaccai, Arianna, Arturo, etc. monitorate da trasmettitori satellitari che hanno preceduto negli anni il viaggio di Augusto.
 

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